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L'adolescente Montessori
di Laura Marchioni Comel, ed. ONM, 2015 Vedi


L'adolescente Montessori: modello di apprendimento esperienziale
di Laura Marchioni Comel
(leggi in Documenti)


L’ambiente preparato e l’adolescente

di Laura Marchioni Comel
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L’adolescente Montessori, antidoto all’adolescenza interminabile,
di Laura Marchioni Comel
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Lo spazio a scuola: il contributo dell’esperienza Montessori,
di Laura Marchioni Comel
(leggi in Documenti, pubblicato sul sito INDIRE)


Sperimentazioni e dibattito sull’adolescente Montessori,
di Laura Marchioni Comel
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Dall’istruzione all’auto-educazione,
di Laura Marchioni Comel
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Apprendimento e lavoro nell’era digitale,
di Laura Marchioni Comel
(leggi in Documenti)

The Erdkinder, i fanciulli della terra, Schema per una riforma della scuola secondaria
di Maria Montessori

La condizione giovanile e la scuola secondaria
di Augusto Scocchera

Montessori e l’adolescenza,
Speciale Vita dell’infanzia

 

12-15 / 15-18 anni

Il “piano rosso” dell’adolescenza è l’altro piano creativo che, per le fortissime differenziazioni che lo caratterizzano, viene suddiviso da Montessori in due sottopiani. In questo periodo, “ c’è la creazione dell’adulto della specie, con la sua capacità di procreare, di dar vita a nuove generazioni che permettono mantenimento e perpetuazione di gruppi umani, di razze, della specie”(Grazzini).

Con la pubertà, “la natura segna la fine” del periodo precedente: l’individuo lascia l’infanzia per entrare nell’età adulta, divenendo membro della società. Fisicamente, la transizione fra giovinezza e stato adulto è mediata dalla stessa pubertà. Psicologicamente, invece, c’è la transizione fra il bambino che vive in famiglia e l’adulto che deve vivere nella società.
Scuola media Montessori di Rohrdorf (Germania)L’adolescente è, quindi, per Montessori, un neo-nato sociale, in quanto si tratta di un uomo sociale che non esiste ancora, ma che è già nato. Durante questo “periodo sensibile” “dovrebbero svilupparsi i sentimenti di giustizia e di dignità personale, ossia i caratteri più nobili, che devono preparare l’uomo a divenire un essere sociale”.

Si tratta di un periodo molto difficile e delicato, avverte la Dottoressa, della fase “più critica” di tutto lo sviluppo, sotto tutti i profili. Dal punto di vista fisico, “ l’organismo si trasforma in rapido sviluppo” perché il corpo possa raggiungere la sua maturità fisiologica: quindi è predisposto a malattie e a svariate forme di debolezza. “Ma si tratta di un’epoca ancor più critica dal punto di vista psicologico. E’ l’età dei dubbi e delle esitazioni; delle emozioni violente, dello scoramento: talvolta si osserva persino una diminuzione delle capacità intellettuali”(Dall’infanzia all’adolescenza).

Insomma, avverte la Montessori, l’individuo adolescente non solo ha un corpo fragile e debole perché assalito dalla tempesta ormonale e dalla trasformazione impetuosa della struttura fisica, ma si trova anche in una condizione psichica che lo fa regredire ai primissimi stadi del suo percorso esistenziale, compromettendo spesso le stesse facoltà intellettive.
Ma – aggiunge - questo quadro fortemente critico è controbilanciato da una caratteristica estremamente positiva per l’educatore: un fortissimo desiderio di esplorare, di conoscere se stesso ed il mondo che lo circonda.

Occorre, quindi, proteggere l’adolescente durante il tempo della difficile transizione fisica e alimentare il suo desiderio di esplorare se stesso e il mondo, al fine di scoprire quale sia il suo posto in quel mondo. Occorre, insomma, aiutarlo ad “adolescere”, a diventare cioè adulto e responsabile non solo di se stesso ma anche del mondo che lo circonda, per lo sviluppo di entrambi.

Per individuare le prassi più efficaci e durature da attuare per raggiungere questi obiettivi Montessori ritiene che sia necessario prima di tutto chiarire i termini della “questione adolescenziale”.


La questione adolescenziale

Per Montessori la scuola secondaria non è solo un settore dell’istruzione e dell’insegnamento: “Io credo che rappresenti il vero centro di tutta l’educazione, il centro nel quale si deve ricercare la chiave da offrire all’umanità”(Conferenza Utrecht,1937). Il futuro di una società, infatti, dipende da come affronta la questione adolescenziale e poiché, oggi, ogni società ha perso il suo carattere prettamente nazionale ed è globalizzata, si tratta di una questione che riguarda l’intera umanità.

Dice ancora Montessori: “Io considero questa questione come qualcosa che va ben oltre l’educazione; per me si tratta di una questione sociale ed umana. Ed anche storica, in quanto è la storia stessa a dirci che le scuole e l’educazione degli adolescenti devono essere cambiate per conformarsi all’evoluzione dei nostri giorni… Non si tratta di preparare (gli adolescenti,n.d.t.) per una carriera, in quanto oggi una carriera è molto incerta… Dovremmo invece preparare persone fornite di una maggiore forza di adattabilità alle circostanze che possono cambiare da un momento all’altro. Esse debbono senza dubbio avere una preparazione tecnica, ma devono possedere anche altre capacità. Si richiede l’adattabilità che proviene da una forte individualità. Non è più sufficiente la specializzazione, quello che è necessario è una capacità di orientarsi in questo ambiente sociale che è così complesso e al tempo stesso così interessante.
Scuola media Montessori di Rohrdorf (Germania)
Quindi bisogna prendere in considerazione due cose: l’individualità – e il modo migliore per svilupparla – e l’osservazione dei bisogni che provengono dall’ambiente sociale”. Insomma: “Si deve prendere in considerazione la personalità dell’adolescente, e questo deve essere fatto dai dottori e dai sociologi piuttosto che dagli educatori e dal punto di vista della necessità di riformare l’educazione”(Conferenza Kingsway Hall, 1939).

Visto che a porre la necessità di riformare l’educazione dell’adolescente è la storia, cioè il cambiamento epocale esattamente pre-visto dalla Montessori e oggi pienamente in atto, visto che nuovi sono i bisogni dell’ambiente sociale in cui il giovane dovrà realizzare se stesso, occorre partire da una conoscenza scientifica di questi nuovi bisogni del mutato ambiente sociale e soprattutto dalla conoscenza scientifica del soggetto centrale della questione educativa, cioè dell’adolescente e dei suoi bisogni interiori, focalizzandosi sulla valorizzazione della sua personalità. Gli educatori devono quindi basarsi sugli studi condotti da medici, psicologi, sociologi sul tema dell’adolescenza.

Come si vede, anche per questo 3° piano dello sviluppo individuale, il percorso educativo proposto ed attuato dal Montessori è radicalmente diverso da quello tradizionale, fondato sulla visione adultocentrica. Quest’ultima si focalizza fondamentalmente sul come estendere e rendere via via più complessi i contenuti dell’istruzione, finendo con l’ignorare i dati che sulla realtà adolescenziale ci fornisce l’osservazione scientifica (medica, psicologica, sociologica).

Per il Montessori, invece, sono proprio questi dati a costituire la premessa, la base e la guida costante per tracciare il percorso educativo dell’adolescente, tenendo presente che, se nelle fasi evolutive precedenti la scuola va concepita come un ambiente preparato per riprodurre artificialmente la vita, per l’adolescenza è la vita stessa a costituire l’ambiente preparato in cui il giovane deve fare il suo ingresso.
Per questo la scuola secondaria Montessori non è solo istruzione secondaria, ma, secondo la definizione della Dottoressa, “scuola di esperienze della vita sociale”, esperienze da cui scaturisce lo studio.


L'ambiente preparato.

Maria Montessori ha trattato il tema adolescenziale in vari scritti, conferenze, lezioni, interventi congressuali, ed ha tracciato le linee fondamentali del percorso educativo dell’adolescente in “Erdkinder- Schema per una riforma della scuola secondaria”.

Sulle sue indicazioni gli educatori montessoriani hanno attuato sperimentazioni che, dall’inizio degli anni ’30 in Olanda, li ha portati a sviluppare nel mondo vari modelli attuativi ( urbano, rurale, misto ), ciascuno dei quali risponde alle necessità territoriali in cui si trova ad operare.
Pur nelle loro necessarie differenziazioni, tutte queste scuole si ispirano al presupposto montessoriano che è la vita stessa a costituire l’ambiente preparato per l’adolescente e tutte, al di là del contesto specifico in cui operano, si focalizzano sullo sviluppo, sulla crescita ascensionale della personalità dell’adolescente.

La scuola è perciò concepita come un luogo integrato al suo interno e connesso in modo interdipendente con l’esterno (comunità, territorio, mondo), in cui l’adolescente compie sistematicamente delle esperienze di vita significative, che gli consentano di acquisire in contemporanea competenze fisiche, intellettive, emotive e qualità morali: in breve, uno sviluppo armonico della persona e una valorizzazione della personalità individuale. Scuola superiore Montessori di Wertingen (Germania)
La finalità perseguita da ogni Scuola Secondaria Montessori, infatti, non è solo l’istruzione dell’adolescente, ma la personale esplorazione di sé e del mondo, per aiutarlo a comprendere quale deve essere il suo posto nel mondo. Quindi ogni scuola è un ambiente educativo preparato con grande cura per aiutare l’adolescente a costruirsi una sorta di navigatore interno che gli consenta di seguire la sua rotta, senza perdersi nelle varie situazioni della vita.

Lo stesso spazio fisico scolastico è concepito in funzione di questa finalità e la sua organizzazione risponde al bisogno dell’adolescente di svolgere un lavoro o un’attività significativa, al suo bisogno di disporre di un ambiente che gli consenta di svolgerlo, al suo bisogno di costruire e di creare.
Questo spazio non si propone come una struttura statica e limitata, come accade nella scuola tradizionale, bensì come una struttura vivente, interconnessa al suo interno e con la realtà esterna. E’ uno spazio in cui si può apprendere attraverso il fare, che consente non il bighellonare ma il movimento operoso, in quanto movimento finalizzato ad uno scopo reale, ad una attività costruttiva, per svolgere la quale è necessario studiare, utilizzando tutto il sapere che le varie discipline sono in grado di offrire.


Caratteristiche distintive di una Scuola Secondaria Montessori*

  • La scuola è intesa come una comunità scolastica, integrata al suo interno e connessa in modo interdipendente con l’esterno, grazie alle attività di ricerca, di studio e di lavoro condotte dai ragazzi. Il coinvolgimento fattivo dei genitori e la collaborazione di elementi esterni, rappresentanti di significative realtà locali, contribuisce a radicare la scuola nel territorio, alimentando il senso di appartenenza sociale dei ragazzi ed il loro bisogno di visibilità e di essere utili alla comunità. 
  • Lo spazio-classe è un ambiente polifunzionale, in quanto consente lo studio ed il lavoro individuale e di gruppo, la comunicazione interpersonale, il momento corale ma anche il volontario isolamento. Lo spazio-classe è ordinato, sistemato ed organizzato per aree didattiche, in modo da far percepire le connessioni tra i singoli ambiti disciplinari. Gli allievi collaborano alla gestione di questo spazio ed alla gestione degli spazi comuni interni ed esterni all’edificio scolastico.
  • L’organizzazione dell’apprendimento, concordata tra alunni, docenti e famiglie, è individualizzata e rispetta i tempi e le modalità del singolo allievo, all’interno di periodi che scandiscono i tempi prefissati dalla programmazione didattica dei percorsi formativi.
  • La libera scelta caratterizza gran parte delle attività di studio e di lavoro: con quale materia iniziare a lavorare, come organizzare le ore di lavoro libero, quali argomenti approfondire per svolgere ricerche, presentazioni, lavori di gruppo, rispettando sempre le fasi fisse, guidate dagli insegnanti. La libera scelta viene anche esercitata nell’uso dei materiali strutturati Montessori, dei materiali auto-correttivi disponibili, dei libri da consultare, dei “fogli di lavoro” predisposti dagli insegnanti da compilare, nei lavori da produrre nei laboratori e negli approfondimenti da eseguire a casa volontariamente.
  • L’insegnante non svolge lezioni frontali ma, nei momenti che ritiene più opportuni, introduce o presenta temi ed argomenti che i ragazzi svilupperanno seguendo i criteri descritti nel punto precedente. Fornisce costante guida, aiuto e sostegno su richiesta dei ragazzi. Inoltre, l’insegnante sostituisce voti, verifiche e compiti in classe con una attività continua e vigile di osservazione dei comportamenti individuali e relazionali di ogni singolo allievo, annotando anche progressi, difficoltà o carenze dello stesso nei singoli ambiti disciplinari. Nel fare questo si avvale di appositi formulari e griglie di valutazione.
  • L’auto-valutazione dell’allievo è continua e costante, variamente registrata ed espressa (portfolio, diario…), argomento di frequenti colloqui individuali con l’insegnante e periodicamente con i genitori. Inizialmente riguarda esclusivamente le competenze acquisite nell’apprendimento curriculare e progressivamente si estende a riflessioni auto-valutative su di sé, sui propri rapporti sociali, sui progressi fatti nei vari ambiti. 
  • Le classi che non prevedono esame finale sono eterogenee per età, secondo il principio Montessori in base al quale l’apprendimento dei più piccoli è favorito dall’aiuto e dall’imitazione dei “moderatamente” più grandi, mentre l’apprendimento e l’autostima dei più grandi sono rafforzati dall’aiuto dato ai più piccoli.
  • Parte integrante dei percorsi formativi sono tutte le attività programmate e svolte nei vari laboratori, nelle uscite, nei progetti annuali o pluriennali, nelle prime forme di praticantato nel sociale.
  • L’educazione cosmica ispira la ri-distribuzione delle aree tematiche in rapporto all’età ed alle sue caratteristiche, consentendo all’allievo di avere una visione globale della società umana, guardando a ciascuna disciplina come ad un elemento costitutivo di una visione generale e completa della grandiosità degli eventi e dei fenomeni (naturali, sociali e culturali) del passato e del presente, delle conquiste umane e del loro impatto sulle società. Vero fulcro dell’educazione di vastità e dilatatrice proposta da una scuola secondaria Montessori, l’educazione cosmica risponde al senso di precarietà esistenziale che caratterizza la nostra nuova epoca, proponendo all’allievo una visione positiva della storia dell’umanità e dei suoi progressi, mirando alla formazione dell’uomo come cittadino dell’universo.

Già pubblicato nel 2008 sul sito dell’ONM, in Progetto culturale pedagogico organizzativo per l’istituzione di una Scuola Secondaria di 1°grado a indirizzo Montessori

 

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